Determinazione errata della base d’asta
Altro punto controverso è il calcolo della base d’asta, effettuato solo sul servizio di ristorazione e senza quotare a parte manutenzioni, utenze e smaltimenti.
Questo ha generato un prezzo sottostimato che, in due lotti, è risultato inferiore a quello degli appalti in corso, nonostante l’aumento generale dei costi post-pandemia. Due lotti sono rimasti deserti, negli altri la concorrenza è stata ridotta al minimo.
Proprio per questo l’Autorità ha ribadito che la stima dei costi deve rispettare il principio del prezzo congruo di cui all’art. 41 del Codice, ossia un valore realistico e sostenibile che consenta agli operatori di presentare offerte concrete. Diversamente, si rischia di alimentare gare formalmente avviate ma prive di effettiva competitività, con offerte sottodimensionate e potenzialmente inattuabili.