Superbonus 110%: progressiva riduzione dell'aliquota entro il 2025

Il disegno di legge di Bilancio 2022 prevede una riduzione progressiva dell'aliquota fiscale del superbonus 110% che al 2025 arriverà al 65%

di Gianluca Oreto - 03/11/2021
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Superbonus 110%: progressiva riduzione dell'aliquota entro il 2025

Dal superbonus 110% al superbonus 65% che di super avrà anche il nome ma non certo l'aliquota fiscale meno generosa e più sostenibile per le casse dello Stato.

Superbonus 110%: tutte le modifiche al Decreto Rilancio

Ormai è partito il conto alla rovescia e dopo l'approvazione della prima bozza di disegno di legge di Bilancio 2022, si attende "solo" che il Parlamento definisca le modifiche che saranno apportate all'art. 119 del Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio), convertito dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77.

Un articolo che ha fatto entrare nel vocabolario quotidiano, non con poche difficoltà, la parola "superbonus 110". Tanto che non è strano ascoltare in bar, in pizzeria o in sala d'attesa discussioni che riguardano queste detrazioni fiscali.

L'art. 119 del Decreto Rilancio è stato modificato ad oggi:

E solo con le ultime modifiche del Decreto Semplificazioni-bis il superbonus 110% ha finalmente intrapreso (con oltre un anno di ritardo) quel percorso virtuoso di riqualificazione del parco immobiliare che tutti si attendevano fin dall'inizio.

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Superbonus 110%: le modifiche in Legge di Bilancio 2022

Come detto, il Consiglio dei Ministri ha approvato solo una bozza che dovrà ancora essere rimaneggiata dal Parlamento. E sui contenuti delle modifiche all'articolo 119 sono forti le pressioni di tutti gli attori coinvolti che chiedono un ripensamento su molte decisioni.

Ricordiamo, infatti, che il ddl di Bilancio non prevede solo le tanto richieste proroghe, ma modifica sostanzialmente i contenuti dell'art. 119 rendendolo in molti casi inutilizzabile o poco appetibile.

Come già fatto con la legge di Bilancio 2021 e con il D.L. n. 59/2021, vengono previste proroghe sulla base dei soggetti beneficiari.

Le proroghe previste per gli IACP vengono estese anche alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci. Per questi soggetti è prevista una proroga al 30 giugno 2023 con possibilità, se a questa data è stato raggiunto almeno il 60% del SAL, di arrivare al 31 dicembre 2023;

Esteso l'orizzonte previsto per l'intervento trainato (da ecobonus e sismabonus) di istallazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo che potranno essere portante in detrazione fino al 30 giugno 2022.

La modifica più importante e che sta facendo tanto discutere riguarda le persone fisiche e gli interventi dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari o edifici unifamiliari (ovvero quelli che hanno trainato il superbonus almeno fino al Decreto Semplificazioni-bis).

Viene, infatti, previsto un doppio paletto per la proroga al 31 dicembre 2022 nel caso di edifici unifamiliari che potranno accedere solo:

  • se al 30 settembre 2021 è stata già inviata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) o avviato il percorso per l’acquisizione del titolo abilitativo;
  • oppure per gli interventi effettuati su unità immobiliari adibite ad abitazione principale, da chi ha un ISEE non superiore a 25.000 euro annui.

Superbonus 110%: la riduzione progressiva per i condomini e i plurifamiliari

Altra importante modifica accoglie la richiesta di avere un orizzonte temporale più ampio. Per condomini ed edifici plurifamiliari da 2 a 4 u.i. possedute da unico proprietario o in comproprietà tra più persone fisiche, viene previsto un orizzonte temporale al 2025 ma con una progressiva riduzione dell'aliquota fiscale:

  • resta al 110% fino al 31 dicembre 2023;
  • diminuisce al 70% nell’anno 2024;
  • diminuisce al 65% nell’anno 2025.

Riduzioni che, di fatto, trasformerebbero il superbonus in bonus ordinario, come quello previsto per la riqualificazione energetica (ecobonus), per le ristrutturazioni edilizie (bonus casa) e per la riduzione del rischio sismico (sismabonus). Con l'unica differenza che per queste tre detrazioni l'orizzonte temporale con la legge di Bilancio viene esteso al 2024.