Edilizia scolastica: 25 anni di ritardi e fragilità
Dal certificato di agibilità mancante al rischio amianto, dalla carenza di indagini statiche alle disuguaglianze territoriali: il nuovo rapporto Legambiente fotografa un patrimonio scolastico che richiede un piano nazionale strutturale e stabile
di
Redazione tecnica -
23/09/2025
Le proposte di Legambiente
A fronte di questa fotografia, Legambiente non si limita a denunciare le criticità, ma propone una strategia nazionale fondata su otto direttrici:
- rafforzare l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, garantendo dati sempre aggiornati sullo stato degli interventi e sulle risorse disponibili, così da evitare la frammentazione che oggi ostacola la trasparenza;
- formulare un piano strutturale di riqualificazione del patrimonio scolastico, capace di coordinare i diversi livelli di governo e di definire risorse certe:
- a questo piano devono essere collegati i nuovi Livelli Essenziali di Prestazione, che stabiliscano standard uniformi su mense, palestre, trasporti, digitalizzazione e spazi verdi;
- attribuire un ruolo cruciale alla rigenerazione urbana: le scuole dovrebbero diventare presìdi civici e comunitari, aperti anche in orario extrascolastico e connessi alle politiche di coesione territoriale;
- dare priorità assoluta al completamento delle indagini diagnostiche sui solai, alla messa in sicurezza antisismica e alle verifiche di vulnerabilità, da attuare con urgenza negli edifici situati nelle aree a maggior rischio;
- parallelamente, avviare un programma nazionale di riqualificazione energetica, che migliori comfort e sostenibilità;
- sostenere una programmazione condivisa sul dimensionamento scolastico, alla luce del calo demografico;
- infine, dare spazio a piani di mobilità scolastica partecipata, per garantire accessibilità e ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti quotidiani.
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