blumatica successioni legittime testamentarie e miste

Condono edilizio e Google Earth: il TAR chiarisce l’onere della prova

Il TAR Lazio (sentenza n. 21664/2025) conferma che il privato deve dimostrare in modo rigoroso la data di ultimazione dell’opera. Le immagini satellitari diventano decisive quando la documentazione manca.

di Gianluca Oreto - 04/12/2025

Il caso oggetto della sentenza

Il caso oggetto dell’intervento dei giudici di primo grado riguarda un’istanza di condono presentata nel 2004 che il Comune aveva respinto ritenendo che:

  • la documentazione allegata fosse incompleta;
  • l’opera non risultasse ultimata entro il 31 marzo 2003.

Per arrivare a questa conclusione – dopo un contraddittorio con il ricorrente ai sensi dell’art. 10-bis della Legge n. 241/90 (sul preavviso di rigetto e la sua importanza leggi questo articolo) – l’amministrazione aveva utilizzato diversi elementi:

  • l’accatastamento effettuato solo nel 2022 e, sino a quel momento, le opere sarebbero risultate in costruzione;
  • una dichiarazione sostitutiva di atto notorio nella quale viene dichiarato che al 2009 l’immobile fosse ancora inagibile ai fini di un sopralluogo e in corso di accatastamento;
  • un’immagine di Google Earth datata “aprile 2003” che mostrava lavori ancora in corso.

Il ricorrente aveva contestato la valenza delle immagini satellitari, sostenendo che trattandosi di opere interne non sarebbe stato possibile verificarne lo stato dall’alto.

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