Inconferibilità incarichi, l’ANAC chiede la revisione del d.lgs. n. 39/2013: ‘Norma cruciale, oggi inefficace’

Con l’Atto di segnalazione n. 3 del 23 luglio 2025, l’Autorità Anticorruzione sollecita Governo e Parlamento a un intervento organico per ristabilire la coerenza della disciplina sulle inconferibilità e incompatibilità, dopo anni di modifiche frammentarie e la sentenza della Corte costituzionale n. 98/2024.

di Redazione tecnica - 08/08/2025

Analisi tecnica

Entrando nel dettaglio dell’atto di segnalazione dell’Anticorruzione, viene denunciato che le modifiche al D.Lgs. n. 39/2013 sono avvenute tramite atti normativi eterogenei, senza un disegno sistemico (problematica che in realtà investe tutti i settori).

Emblematico il caso dell’abrogazione del comma 2 dell’art. 7, che ha eliminato i divieti di conferimento in ambito locale per chi ha ricoperto cariche politiche, lasciando però intatto il comma 1 relativo all’ambito regionale: una disparità irragionevole, già denunciata anche dopo la sentenza n. 98/2024.

Modifiche recenti hanno, inoltre, ristretto il campo di applicazione solo ad alcune tipologie di incarichi dirigenziali (ex art. 19, comma 6, d.lgs. 165/2001 e art. 110 TUEL), escludendo molte situazioni in cui il conflitto d’interesse è altrettanto concreto.

Una delle proposte più significative riguarda l’estensione della disciplina ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione (es. capi di gabinetto), che pur non ricoprendo formalmente incarichi dirigenziali, influenzano le scelte gestionali e operative. L’ANAC propone di integrare l’art. 1, comma 2, lett. i) del d.lgs. 39/2013 inserendo tali figure tra gli “incarichi amministrativi di vertice”.

L’evoluzione normativa recente ha riaperto la possibilità che un dirigente in servizio ricopra incarichi politici, in evidente contrasto con il principio di distinzione (art. 4, co. 4, d.lgs. 165/2001). Si assiste quindi a una sovrapposizione di ruoli che mina la neutralità della PA.

© Riproduzione riservata
I contenuti pubblicati su LavoriPubblici.it sono protetti dalla normativa vigente in materia di diritto d’autore e tutela delle banche dati. È vietata la riproduzione integrale o sostanziale, anche parziale ove effettuata in modo sistematico, nonché mediante strumenti automatizzati, degli articoli, delle banche dati e dei contenuti editoriali della testata su qualsiasi supporto, sito web, piattaforma digitale o mezzo di comunicazione, in assenza di preventiva autorizzazione scritta dell'editore.
Sono consentiti esclusivamente brevi estratti, citazioni e richiami ai contenuti pubblicati, purché accompagnati dall’espressa indicazione della fonte e dal relativo link all'articolo originale.