La sanatoria straordinaria di cui all’art. 39 della legge n. 724/1994 (c.d. "Secondo Condono Edilizio") ha introdotto un tetto volumetrico (750 mc) che, nella prassi, genera contenziosi soprattutto nei casi di nuove costruzioni articolate su più livelli, con porzioni interrate o seminterrate destinate a funzioni non residenziali.
Condono edilizio e volumetria complessiva: il TAR sui piani seminterrati
La questione è se il limite si riferisca alla sola “volumetria urbanistica” fuori terra oppure all’intero manufatto abusivo, nodo sul quale è recentemente intervenuto il TAR Lazio con la sentenza 25 agosto 2025, n. 15734, respingendo il ricorso contro un diniego di condono relativo a nuova costruzione.
Nel caso in esame, il Comune aveva sommato la volumetria dei piani interrati (circa 653 mc) a quella fuori terra (circa 662 mc), superando così il tetto di 750 mc, motivo per cui aveva negato la sanatoria dell’immobile.
Secondo il ricorrente, il calcolo sarebbe stato errato in quanto gli spazi sotto il piano di campagna - asseritamente non residenziali - non dovevano rilevare. Una tesi che il TAR ha confutato, ricordando che il limite va riferito all’edificio nel suo complesso, a prescindere dalla destinazione d’uso dei singoli livelli.