In che misura il decreto-legge n. 39/2024 ha ridisegnato i margini di applicazione delle opzioni alternative alla detrazione diretta? Per esempio, una ONLUS che esegue interventi Superbonus nel 2025 può ancora optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito? E, soprattutto, quali aliquote spettano alle organizzazioni del terzo settore che hanno avviato i lavori prima delle ultime modifiche normative?
Con la risposta del 15 settembre 2025, n. 241, l’Agenzia delle Entrate ha affrontato queste domande, fornendo chiarimenti importanti per le ONLUS che si trovano a gestire cantieri avviati tra il 2023 e il 2025.
La questione si colloca nel quadro delle numerose modifiche normative che, a partire dal “decreto Cessioni” (d.l. n. 11/2023) e dal successivo d.l. n. 39/2024, hanno ridisegnato i confini dello sconto in fattura e della cessione del credito.
Superbonus ONLUS: le opzioni alternative dopo il decreto-legge n. 39/2024
L’istante è una cooperativa sociale qualificata come ONLUS di diritto, proprietaria di un fabbricato di 6 unità immobiliari.
Questo l’iter seguito per la realizzazione degli interventi sull'immobile:
- la SCIA edilizia è stata presentata nel novembre 2022 e i lavori strutturali sono iniziati nell’agosto 2023;
- al 31 dicembre 2023 è stato emesso un primo SAL limitato agli interventi antisismici, mentre per gli interventi di efficienza energetica non risultano ancora SAL;
- la CILAS è stata presentata prima dell’avvio dei lavori, con allegata relazione ex L. 10/1991 e APE ante e post, attestante il salto di due classi energetiche.
La ONLUS ha chiesto se fosse possibile, nel 2025, continuare a optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, beneficiando delle aliquote agevolative del Superbonus.
Per rispondere, il Fisco ha ripercorso l'evoluzione normativa in materia di opzioni e aliquote di detrazione, chiarendo così i termini per la fruizione delle agevolazioni da parte dell'istante.