Danno attuale: perdita di valore e impossibilità di rivendere
Anche in assenza di un atto definitivo, la sola pendenza di un procedimento che coinvolge l’edificio può determinare un effetto immediato sul valore di mercato dell’immobile. Nessun acquirente è disposto ad acquistare un bene coinvolto in un’indagine edilizia, il che rende l’immobile - di fatto - fortemente svalutato.
Questo pregiudizio può essere qualificato come danno patrimoniale attuale e, a determinate condizioni, può costituire oggetto di richiesta risarcitoria nei confronti del venditore o del costruttore. In tal senso, assumono particolare rilievo:
- l’art. 1490 c.c., che obbliga il venditore a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che ne diminuiscano il valore;
- l’art. 46 del D.P.R. 380/2001, che impone la dichiarazione di conformità urbanistica dell’immobile in sede di rogito.
Qualora tali dichiarazioni risultino false o incomplete, si configura una responsabilità contrattuale che può legittimare la richiesta di risarcimento del danno subito o, nei casi più gravi, l’annullamento del contratto per vizio del consenso.