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Verso una nuova riforma europea degli appalti pubblici: criticità e risoluzione del Parlamento UE

Dal prezzo più basso alla qualità, dal sostegno alle PMI alla reciprocità internazionale: il Parlamento europeo indica la strada per la revisione delle direttive sugli appalti pubblici.

di Gianluca Oreto - 19/09/2025

Raccomandazioni specifiche

La parte conclusiva della risoluzione è ricca di raccomandazioni concrete. Tra le più rilevanti:

  • la promozione della suddivisione in lotti per facilitare la partecipazione delle PMI;
  • la semplificazione delle procedure per ridurre tempi e contenziosi;
  • la previsione di pagamenti rapidi, che rappresentano un elemento vitale per la liquidità delle imprese.

Viene posto l’accento sul rafforzamento della formazione del personale delle stazioni appaltanti, perché senza competenze adeguate ogni innovazione normativa rischia di rimanere inefficace.

Sul fronte dei criteri di aggiudicazione, la risoluzione invita a rendere più diffuso e, in certi casi, obbligatorio il ricorso a parametri ambientali e sociali, così da allineare gli appalti agli obiettivi europei di transizione ecologica e inclusione.

Particolare attenzione è riservata al subappalto, che deve restare uno strumento di apertura del mercato e non diventare un canale di sfruttamento o di aggiramento delle regole.

Infine, il tema della reciprocità internazionale: l’accesso al mercato europeo deve essere condizionato al rispetto di standard equivalenti, evitando che le imprese dell’UE vengano penalizzate da una concorrenza sleale.

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