I temi dell'audizione
Servizi pubblici locali e poteri sanzionatori
Il cuore della relazione ha riguardato i servizi pubblici locali, con specifico riferimento agli articoli 1 e 2 del ddl:
- Art. 1 – Misure per il rafforzamento delle attività di verifica sulla situazione gestionale;
- Art. 2 – Sanzioni.
In riferimento all’art.1, ANAC ha chiesto di circoscrivere l’eccessiva discrezionalità degli enti nella redazione delle relazioni periodiche, proponendo l’adozione di schemi-tipo predisposti dalle Autorità di regolazione, sentita ANAC, al fine di uniformare i criteri di valutazione e ridurre il rischio di contenzioso.
Per quanto riguarda le sanzioni, viene introdotto un nuovo art. 31-bis nel d.lgs. n. 201/2022 che attribuisce ad ANAC il potere di applicare sanzioni pecuniarie (da 5mila a 500mila euro) agli enti che omettano di adottare o pubblicare la relazione annuale, o che la redigano in modo incompleto. “Altrimenti – ha osservato Busìa – avremmo il paradosso di sanzionare un adempimento successivo, disinteressandoci della principale lesione alle regole di mercato”.
L’Autorità ha inoltre proposto di estendere la sanzionabilità anche ai casi di affidamenti in house privi dei requisiti di legge, per evitare un approccio meramente formalistico. Busìa ha suggerito infine la possibilità per gli enti di richiedere una verifica preventiva ad ANAC sui requisiti in house, così da limitare le irregolarità e ridurre il rischio di ricorsi.
Trasparenza e digitalizzazione
Altro punto centrale riguarda il ruolo della Piattaforma Unica della Trasparenza già attiva presso ANAC. L’Autorità ha chiesto di renderla interoperabile con le banche dati delle altre amministrazioni (AGCM, MEF, Ministeri competenti), così da evitare duplicazioni, ridurre costi e assicurare un monitoraggio più efficace.
“Uno strumento essenziale per favorire la concorrenza – ha detto Busìa – è rappresentato dalla trasparenza, che insieme alla digitalizzazione dei procedimenti consente di accrescere la controllabilità e al contempo di rendere più rapidi ed efficienti i processi”.
Obbligo di dichiarare il titolare effettivo
Un passaggio di particolare rilievo dell’audizione è stato dedicato alla richiesta di introdurre, nel ddl, l’obbligo per le imprese partecipanti alle gare pubbliche di dichiarare il proprio titolare effettivo.
“Un simile obbligo – ha sottolineato il presidente dell’Autorità – non solo risponderebbe ad esigenze di legalità, ma sarebbe anche funzionale alla tutela della concorrenza, contribuendo a limitare il rischio di offerte combinate o imputabili ad un unico operatore”.
PPP e concessioni
Sul fronte del partenariato pubblico-privato e delle concessioni, ANAC ha invitato a rivedere le disposizioni del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 36/2023) relative al diritto di prelazione riconosciuto al promotore del progetto, “per non scoraggiare ogni altra offerta competitiva”.