Gli obiettivi del badge, tra prevenzione sostanziale e rischi burocratici
Le disposizioni del decreto-legge 159/2025 sono soprattutto meccanismi per tracciare, controllare e scegliere chi entra.
L'obiettivo del badge è permettere a un ispettore, ma pure al responsabile dei lavori o al committente, di vedere subito chi è sul posto e se ha la preparazione e i documenti sanitari validi, riducendo così le frodi (come certificati falsi) e rendendo i controlli più semplici.
II badge serve a impedire che persone senza un regolare contratto e copertura assicurativa entrino nei siti di lavoro, aiuta a organizzare i dati rendendoli disponibili, e permette di raccogliere informazioni utili a proteggere le aziende serie.
La validità del badge del cantiere è la stessa di possedere il tesserino di cantiere richiesto dagli articoli 18, 20 e 26 del Testo Unico 81/08. Tramite il badge vengono registrate le presenze e le ore lavorate degli operai in cantiere (una sorta di 2geolocalizzazione”), creando un archivio dati accessibile sia alle casse edili sia agli enti di controllo (ma dobbiamo attendere il parere del Garante della Privacy in merito).
Il pericolo reale è che questi strumenti passino dall'essere misure preventive a semplici adempimenti burocratici.
È probabile che questi sistemi rendano più facile infliggere multe. Un sistema digitale fa notare subito quando qualcosa non va. Se il badge non viene letto o la documentazione sulla formazione digitale è incompleta, la sanzione arriva in automatico. Questo sposta l'attenzione dell'ispezione dal valutare i rischi veri (per esempio, "il ponteggio è montato male?") al controllare solo i documenti ("il foglio del montatore è caricato sul portale?").
Però l'apparenza non è la realtà, la forma non è sostanza.
Il problema principale della sicurezza in Italia spesso non è la mancanza di leggi, ma il fatto che non vengono applicate davvero. Un set di documenti di formazione digitale perfetto non assicura che l'operaio abbia capito la lezione o che il datore di lavoro metta in pratica le cose (tipo dare i dispositivi di protezione o tempi di lavoro giusti).
La patente a crediti può essere aggirata o spingere a nascondere gli incidenti (soprattutto quelli minori) per non perdere punti, peggiorando la raccolta dati. I badge elettronici registrano chi entra, ma non fermano un capo che dà un ordine chiaramente pericoloso per finire in fretta i lavori. Le continue modifiche al D. Lgs. 81/2008 non hanno eliminato le morti in cantiere: questo è un dato che non si può discutere statisticamente.
Considerando tutti questi elementi, tra cui la depenalizzazione, il trasformare le sanzioni in semplici multe amministrative, la prescrizione e il fatto che i reati non vengano perseguiti, si è verificato il fallimento della prevenzione, della verifica e della punizione: la cosiddetta strage impunita di morti sul lavoro, dovute al lavoro o avvenute sul luogo di lavoro, che continuano ad aumentare.
Questo lascia intendere che le ragioni degli infortuni spesso non sono legate alla singola regola tecnica. Il vero investimento necessario deve riguardare le persone che operano fisicamente presenti e che hanno un potere specifico, questo è ciò che può veramente modificare l'orientamento delle leggi.
Si sposta l'attenzione dagli strumenti digitali e amministrativi (come i badge o la patente a crediti) all'aspetto umano e pratico, che è il vero motore della sicurezza in un cantiere. Le misure digitali servono a rispondere alla domanda: "Chi è presente in cantiere e ha i documenti in ordine?". Rafforzare la figura del Preposto e introdurre un Direttore Operativo per la Sicurezza risponde a una domanda ben più cruciale: "Chi sta verificando ORA che le persone lavorino in modo sicuro?".
La conclusione è ovvia, ed è il cambio di focus. Dobbiamo passare da un approccio puramente reattivo a uno preventivo, modificando il modo stesso in cui avviene il controllo: approccio basato sulla repressione e sulle sanzioni (la situazione attuale più le misure digitali) dove l'ispettore arriva, controlla il badge, vede che la documentazione è incompleta e multa.
Questa è un'azione reattiva che punisce una mancanza formale; un approccio basato sulla prevenzione e sanzione (con preposti e direttori operativi) che mette la persona al centro, dove l'ispettore in cantiere verifica chi ha supervisionato e chi ha organizzato in modo reale.