Un quadro di prudente fiducia, ma anche di responsabilità verso il settore edilizio
Il DPFP 2025 restituisce l’immagine di un Paese che punta alla stabilità, dopo anni di emergenza e politiche straordinarie. Tuttavia, la prudenza non può tradursi in inerzia: il comparto delle costruzioni ha bisogno di certezze e strumenti di continuità, non di misure episodiche.
Senza un nuovo progetto di incentivo sostenibile, calibrato su efficienza energetica e rigenerazione urbana, il rischio è che il settore — oggi già in rallentamento — perda ulteriormente slancio, con ricadute dirette su occupazione, investimenti e crescita.
“L’obiettivo – ha concluso Giorgetti – è conciliare la tutela della finanza pubblica con la crescita reale. Solo così possiamo garantire sviluppo, occupazione e benessere nel rispetto delle regole europee e degli equilibri interni”.
Un equilibrio che dovrà ora passare da una finanza pubblica più solida, ma anche da una politica industriale capace di valorizzare il ruolo strutturale dell’edilizia come motore dell’economia italiana.