Quali margini reali ci sono oggi per semplificare le autorizzazioni paesaggistiche senza indebolire la tutela dei beni culturali? Quale ruolo avranno Regioni e Comuni negli interventi minori? E come saranno disciplinati i casi di emergenza o le attività stagionali?
Autorizzazione paesaggistica: la delega al Governo
Domande tutt’altro che banali sulle quali si discute da anni senza trovare il bandolo di una matassa diventata grande, grossa e grassa, i cui effetti sono pienamente visibili nei tavoli dei tribunali. Da anni il procedimento di autorizzazione paesaggistica rappresenta uno dei nodi più complessi dell’attività edilizia. Tempi incerti, competenze sovrapposte e un contenzioso crescente ne hanno fatto un terreno difficile sia per le amministrazioni che per i professionisti.
È in questo contesto che si inserisce il disegno di legge n. 1372, recante “Delega al Governo per la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica”, presentato al Senato il 5 febbraio 2025 e profondamente modificato dalle Commissioni riunite. La logica non è più quella di un intervento diretto e drastico sul Codice, ma di una delega di 12 mesi al Governo, con criteri precisi e principi destinati a essere declinati nei decreti legislativi.