Conclusioni operative
Nella sua nuova versione, il disegno di legge delega sembrerebbe non ridurre i poteri delle Soprintendenze ma confermarli, aprendo al tempo stesso margini di semplificazione in tre direzioni:
- maggiore certezza dei tempi tramite silenzio-assenso coordinato con la legge 241/1990;
- gestione locale e snella degli interventi minori, in coerenza con i piani paesaggistici;
- digitalizzazione e sportelli unici come strumenti per alleggerire oneri e duplicazioni.
Per i tecnici i punti da monitorare sono:
- i decreti legislativi, che definiranno il regime del silenzio-assenso e la modulistica unificata;
- le linee guida MiC, che incideranno direttamente sull’istruttoria;
- l’adeguamento dei piani paesaggistici regionali, condizione necessaria per la gestione locale degli interventi minori;
- l’integrazione dei procedimenti nei SUAP e SUE digitali, per ridurre tempi e oneri.
La vera riforma sarà scritta nei decreti delegati: lì si giocherà l’equilibrio tra semplificazione procedurale e tutela del paesaggio, con effetti concreti per professionisti, cittadini e amministrazioni.