blumatica successioni legittime testamentarie e miste

Revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio: verso la delega al Governo

Il testo uscito dalle Commissioni Ambiente e Cultura del Senato segna un cambio di rotta rispetto alla proposta originaria: stop al silenzio-assenso automatico e al ridimensionamento delle Soprintendenze, spazio a decreti delegati e linee guida ministeriali per un riordino organico delle procedure.

di Redazione tecnica - 04/09/2025

Le proposte degli operatori

Nel corso dell’esame in commissione sono intervenuti parecchie associazioni di categoria con memorie che hanno contribuito a definire un quadro di esigenze pratiche tra le quali:

  • UNITEL ha posto l’accento sui profili costituzionali e sul fabbisogno di personale tecnico, sottolineando il rischio di paralisi se la semplificazione non sarà accompagnata da risorse adeguate;
  • ANCE ha chiesto un maggiore coordinamento con la conferenza di servizi, l’allineamento della durata delle autorizzazioni con i titoli edilizi e una digitalizzazione integrale delle pratiche;
  • ANCI ha valorizzato il ruolo dei Comuni, proponendo modulistica unificata, semplificazione delle istruttorie e superamento delle duplicazioni nei piani attuativi già approvati;
  • il CNAPPC ha insistito sul ruolo dei piani paesaggistici come strumento di certezza e sulla necessità di distinguere tra ambiente e paesaggio, evitando forzature interpretative;
  • Fondazione Inarcassa ha evidenziato il rischio di disomogeneità territoriale, proponendo tempi più lunghi (60 giorni) per il silenzio-assenso e la valorizzazione dei piani paesaggistici regionali come garanzia di uniformità.

Queste osservazioni mostrano come il successo della riforma dipenderà non solo dalla scrittura dei decreti legislativi, ma anche dalla capacità di recepire le esigenze operative dei professionisti e delle amministrazioni.

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