blumatica successioni legittime testamentarie e miste

Riforma Testo Unico Edilizia: l’esame in Commissione e il rischio di un nuovo cantiere normativo

La delega al Governo punta a un nuovo quadro organico per l’edilizia, ma il rischio è di replicare l’instabilità del Codice Appalti

di Gianluca Oreto - 16/09/2025

Quadro normativo di riferimento

Per capire la portata di questa riforma bisogna ricordare da dove veniamo. La disciplina edilizia italiana è il risultato di una stratificazione normativa iniziata oltre ottant’anni fa. La Legge urbanistica n. 1150/1942 ha segnato il primo passo, introducendo lo strumento del piano regolatore generale. Venticinque anni dopo, con la Legge Ponte n. 765/1967, l’obbligo della licenza edilizia è stato esteso a tutto il territorio nazionale, segnando la fine della costruzione “libera” nelle aree fuori dai centri abitati.

Con la Legge Bucalossi n. 10/1977, l’edificazione è stata subordinata alla concessione edilizia e al pagamento di un contributo commisurato agli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione: un passaggio cruciale che ha legato il diritto di costruire alla corresponsione di un corrispettivo economico.

Nel frattempo, il D.M. 1444/1968 fissava i limiti inderogabili di densità edilizia, altezza e distanza tra fabbricati, parametri tuttora centrali per la pianificazione urbanistica.

Il percorso è poi sfociato nel d.P.R. n. 380/2001 (Testo A) mediante il quale si è proceduto ad una razionalizzazione e unificazione di due precedenti atti:

  • il Decreto Legislativo n. 378/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia edilizia – Testo B);
  • il D.P.R. n. 379/2001 (Disposizioni regolamentari in materia edilizia - Testo C).

Ad oggi, il d.P.R. n. 380/2001 (unitamente a tutte le leggi di recepimento regionali) rappresenta il punto di riferimento principale che, nel corso dei suoi 24 anni di applicazione, è stato ripetutamente modificato (spesso tramite provvedimenti d’urgenza) trasformandolo in un mosaico incoerente.

Questa stratificazione normativa, più che garantire certezza, ha prodotto complessità e contraddizioni che oggi si tenta di ricomporre.

© Riproduzione riservata
I contenuti pubblicati su LavoriPubblici.it sono protetti dalla normativa vigente in materia di diritto d’autore e tutela delle banche dati. È vietata la riproduzione integrale o sostanziale, anche parziale ove effettuata in modo sistematico, nonché mediante strumenti automatizzati, degli articoli, delle banche dati e dei contenuti editoriali della testata su qualsiasi supporto, sito web, piattaforma digitale o mezzo di comunicazione, in assenza di preventiva autorizzazione scritta dell'editore.
Sono consentiti esclusivamente brevi estratti, citazioni e richiami ai contenuti pubblicati, purché accompagnati dall’espressa indicazione della fonte e dal relativo link all'articolo originale.