Transizione 5.0: cosa cambia
Disciplinato dall’art. 38 del D.L. n. 19/2024, convertito nella Legge n. 56/2024, il Piano Transizione 5.0 ha introdotto un credito d’imposta per investimenti in efficientamento energetico tecnologicamente avanzato. Il D.M. 24 luglio 2024 ha definito le regole attuative, inclusi i requisiti di riduzione dei consumi energetici.
Il nuovo decreto interviene proprio su questi aspetti, prorogando termini e chiarendo il divieto di cumulo.
Proroga delle comunicazioni e nuovi obblighi
L’art. 1 dispone la proroga al 27 novembre 2025 per l’invio delle comunicazioni ex art. 38 D.L. 19/2024.
Da ricordare inoltre che:
- per le comunicazioni presentate dal 7 al 27 novembre 2025, è possibile integrare i dati richiesti dal GSE entro il 6 dicembre 2025;
- resta non sanabile la carenza della certificazione di riduzione dei consumi energetici prevista dal D.M. 24 luglio 2024.
- viene chiarito il divieto di cumulo: l’impresa non può richiedere contemporaneamente il credito Transizione 5.0 e il credito per beni strumentali 4.0 (L. 178/2020). Le imprese che hanno presentato doppia domanda devono optare per uno dei due entro il 27 novembre 2025.
Nuovo sistema per i controlli
Previsto anche un rafforzamento dei controlli, con l’ampliamento del ruolo del GSE:
- viene istituito un nuovo sistema di vigilanza sui soggetti certificatori;
- il Gestore può annullare la prenotazione del credito d’imposta e segnalare all’Agenzia delle Entrate per il recupero, con interessi e sanzioni;
- sempre il Gestore diventa litisconsorte necessario nei giudizi tributari relativi ai recuperi.