Quando un incarico legale rientra nella nozione di appalto di servizi? È possibile affidare per oltre un decennio la gestione del contenzioso sempre agli stessi professionisti esterni? E come si applica il principio di rotazione nei contratti che hanno ad oggetto attività professionali?
A queste domande ha dato risposta l’ANAC con la delibera n. 335 del 23 luglio 2025, che ha analizzato un caso emblematico di affidamenti reiterati e proroghe pluriennali nella gestione del servizio legale di un ente locale.
Incarichi legali e principio di rotazione: l’ANAC richiama le stazioni appaltanti
La vicenda riguarda un’amministrazione che, a partire dal 2011, ha affidato la rappresentanza legale a un numero ristretto di professionisti esterni, prorogando le convenzioni nel tempo e assegnando loro la gran parte del contenzioso civile, penale, amministrativo e tributario.
Il rapporto, remunerato con corrispettivi mensili fissi integrati da rimborsi e percentuali sulle spese di giudizio, si è protratto per oltre dieci anni senza confronto concorrenziale, nonostante la progressiva strutturazione di un’avvocatura interna.
Questa situazione, segnalata con più esposti, ha portato l’ANAC ad avviare un’istruttoria culminata nella delibera in esame, che ha qualificato tali affidamenti come appalti di servizi legali soggetti al rispetto dei principi di trasparenza e rotazione.