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Nuovo Codice edilizia e costruzioni: gli emendamenti riaprono il confronto su sanatorie, stato legittimo e urbanistica

Le proposte presentate al ddl delega intervengono su doppia conformità, immobili ante Legge n. 765/1967, deroghe urbanistiche, destinazioni d’uso e rapporti tra Stato, Regioni e Comuni, mostrando una riforma destinata a incidere ben oltre il semplice riordino del d.P.R. n. 380/2001

di Gianluca Oreto - 25/05/2026

Tolleranze edilizie, fiscalizzazione e limiti dell’autotutela

Tra i blocchi più rilevanti del fascicolo emendamenti vi è poi tutto quello che riguarda tolleranze edilizie, classificazione delle difformità, fiscalizzazione e limiti dell’autotutela amministrativa. Ed è probabilmente questo uno dei terreni nei quali emerge con maggiore evidenza il tentativo parlamentare di ripensare il rapporto tra abuso edilizio, regolarizzazione delle difformità e tutela dell’affidamento del privato.

Anche in questo caso il numero delle proposte emendative presentate consente di capire quanto il tema sia considerato centrale sia dalle forze di maggioranza che da quelle di opposizione. Molti emendamenti intervengono infatti sulla distinzione tra difformità lievi, parziali e sostanziali, mentre altri tentano di ridefinire il perimetro delle tolleranze costruttive ed esecutive e il loro rapporto con lo stato legittimo degli immobili.

Si tratta di un tema particolarmente delicato perché negli ultimi anni proprio le tolleranze edilizie sono diventate uno degli strumenti più utilizzati per affrontare piccole difformità costruttive emerse durante compravendite, accessi agli atti, pratiche edilizie e procedure di regolarizzazione. E non è un caso che una parte significativa degli emendamenti sembri orientata proprio a ridurre alcune delle rigidità applicative che continuano a caratterizzare il sistema edilizio vigente.

Accanto a questo tema riemerge anche la questione della fiscalizzazione dell’abuso edilizio, cioè la possibilità di sostituire la demolizione con una sanzione pecuniaria nei casi previsti dalla normativa vigente. Anche qui il confronto parlamentare appare molto ampio e tocca direttamente il rapporto tra repressione dell’abuso, tutela dell’interesse pubblico e salvaguardia delle situazioni ormai consolidate nel tempo.

Molto interessante è poi il numero di emendamenti che intervengono sui limiti temporali dell’annullamento d’ufficio dei titoli edilizi e, più in generale, sul tema dell’affidamento del privato rispetto a provvedimenti amministrativi ormai consolidati. Un tema che negli ultimi anni è stato al centro di numerose pronunce giurisprudenziali e che continua a rappresentare uno degli aspetti più complessi dell’intero sistema urbanistico-edilizio.

Ed è probabilmente proprio questo il filo conduttore che lega buona parte delle proposte emendative presenti nel fascicolo. Il tentativo, cioè, di trovare un equilibrio meno rigido tra esigenze di legalità urbanistica, certezza dei rapporti giuridici, tutela dell’affidamento e gestione delle difformità edilizie che, soprattutto negli immobili più datati, rappresentano ormai una componente strutturale del patrimonio edilizio esistente.

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