Sanatoria giurisprudenziale e variante urbanistica: il Consiglio di Stato impone la demolizione

La sentenza n. 5620/2025 esclude la possibilità di sanatoria o fiscalizzazione per un intervento annullato, anche dopo una nuova variante urbanistica

di Redazione tecnica - 28/07/2025

Conclusioni operative

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in ottemperanza, ordinando la demolizione delle opere realizzate in forza del titolo edilizio annullato. Il Comune dovrà provvedere entro 90 giorni, decorso inutilmente il quale interverrà il Prefetto in qualità di commissario ad acta.

In sintesi:

  • il giudicato amministrativo impone la demolizione anche se l’amministrazione adotta nuove varianti urbanistiche;
  • la “sanatoria giurisprudenziale” non è ammessa in presenza di vizi sostanziali;
  • la fiscalizzazione dell’abuso ex art. 38 TUE è applicabile solo per vizi formali e a condizioni molto restrittive;
  • l’opera abusiva va rimossa, anche d’ufficio, con spese a carico dell’amministrazione e facoltà di rivalsa.
© Riproduzione riservata
I contenuti pubblicati su LavoriPubblici.it sono protetti dalla normativa vigente in materia di diritto d’autore e tutela delle banche dati. È vietata la riproduzione integrale o sostanziale, anche parziale ove effettuata in modo sistematico, nonché mediante strumenti automatizzati, degli articoli, delle banche dati e dei contenuti editoriali della testata su qualsiasi supporto, sito web, piattaforma digitale o mezzo di comunicazione, in assenza di preventiva autorizzazione scritta dell'editore.
Sono consentiti esclusivamente brevi estratti, citazioni e richiami ai contenuti pubblicati, purché accompagnati dall’espressa indicazione della fonte e dal relativo link all'articolo originale.