I tre pilastri della strategia: monitoraggio, responsabilità, strumenti
La strategia italiana si inserisce esplicitamente nel solco del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e del Piano d’azione adottato in ambito G7 Lavoro, che individua come centrali lo sviluppo delle competenze, la prevenzione delle discriminazioni, la tutela della salute e della sicurezza, la trasparenza degli algoritmi e il rafforzamento del dialogo sociale.
Tre i pilastri su cui essa si fonda:
- conoscenza e monitoraggio. L’Osservatorio non viene configurato come un contenitore di dati, ma come una struttura incaricata di definire indicatori, individuare settori e professioni più esposti e valutare gli impatti dell’IA su occupazione, produttività e qualità del lavoro;
- principi e responsabilità, con un passaggio dall’enunciazione astratta di valori etici alla costruzione di pratiche condivise. In particolare, le Linee guida per l’implementazione dell’IA nel mondo del lavoro vengono indicate come lo strumento chiave per tradurre i principi in procedure, in un processo dichiaratamente aperto al confronto e alla consultazione;
- strumenti e formazione, che si realizzano non solo in percorsi di aggiornamento delle competenze, ma anche nella realizzazione di piattaforme e servizi, come quelli citati per l’orientamento e le politiche attive, con l’idea che l’IA possa diventare un supporto sistemico e non un elemento esterno al sistema lavoro.