Le conferme del Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del TAR, rigettando l’appello con cui si chiedeva il riconoscimento della sanatoria per l’intervento sulla veranda. I giudici di Palazzo Spada hanno precisato che:
- l’istanza non poteva essere qualificata come SCIA ma come accertamento di conformità, per il quale non opera il silenzio-assenso (che in realtà non opera neanche nella SCIA) - cioè non si trattava di una SCIA ex art. 19 l. 241/1990 ma di una domanda formale di sanatoria, che richiede provvedimento espresso ai fini dell’effetto abilitante;
- la documentazione catastale del 1966 non è sufficiente a provare la legittimità dell’opera, specie in assenza di titoli edilizi che la contemplino;
- l’onere della prova sulla data e sulle caratteristiche costruttive grava sul privato;
- la presenza di una precedente ordinanza di demolizione impedisce l’accertamento di conformità, anche parziale, per interventi successivi sull’opera abusiva.