Conclusioni
Il Conto Termico 3.0 arriva in un momento cruciale per il settore delle costruzioni. Con la fine del superbonus e la drastica riduzione delle detrazioni fiscali ordinarie, oggi il comparto non dispone di alcuno strumento realmente incisivo in grado di sostenere la domanda di interventi di riqualificazione.
Il nuovo decreto rappresenta senza dubbio un passo avanti, perché aggiorna le regole e amplia la platea dei beneficiari. Ma non basta: serve che il provvedimento venga reso operativo in tempi rapidi e con procedure semplici. Ogni ritardo rischia infatti di avere effetti immediati sul mercato, in particolare sull’occupazione del settore edilizio, che dal 2026 potrebbe conoscere un nuovo rallentamento se non saranno garantite misure efficaci e stabili.
Per progettisti e committenti, la sfida è quindi duplice: conoscere a fondo le opportunità offerte dal Conto Termico 3.0 e saperle sfruttare subito, senza attendere ulteriori proroghe o correttivi. Per il legislatore la priorità deve essere netta: garantire al comparto edilizio una prospettiva chiara e stabile. Senza strumenti di incentivo adeguati, la transizione energetica resterà un obiettivo astratto e saranno le imprese a subirne le conseguenze più pesanti.