Quando un’ordinanza di demolizione può dirsi legittimamente motivata? È sufficiente la generica constatazione di un ampliamento, senza un serio confronto con i titoli edilizi originari? E, soprattutto, quale ruolo assume oggi il concetto di tolleranza costruttiva nella valutazione delle difformità di minima entità?
Tolleranze costruttive e difetto di istruttoria: la sentenza del TAR Campania
Ha risposto a queste domande il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania che, con la sentenza n. 4995 del 2 luglio 2025, è stato chiamato a decidere su un ordine di demolizione emesso dal Comune, con cui si contestava un presunto ampliamento abusivo di modeste dimensioni.
L’atto era stato successivamente “rettificato” dall’amministrazione, che aveva precisato le misure dell’abuso, senza tuttavia produrre alcun titolo edilizio a confronto. Il nodo centrale della controversia è stato proprio l’assenza di un’istruttoria completa: i titoli edilizi risalenti (licenze del 1954, 1956 e 1962) non erano mai stati acquisiti, né esaminati, e il Comune aveva addirittura sostenuto la loro “materiale inaccessibilità” dagli archivi.