Tolleranze costruttive e difetto di istruttoria: interviene il TAR

Un ordine di demolizione non può fondarsi su mere ipotesi di ampliamento: servono titoli edilizi acquisiti e la verifica delle tolleranze costruttive previste dall’art. 34-bis del Testo Unico Edilizia.

di Redazione tecnica - 17/09/2025

Conclusioni operative

La decisione del TAR Campania n. 4995/2025 ha, quindi, annullato l’ordinanza di demolizione per difetto di istruttoria e di motivazione. Si tratta di un esito che offre spunti di rilievo non solo sul piano processuale, ma anche sul piano operativo della gestione edilizia.

I Comuni non possono più limitarsi a generiche constatazioni, ma devono acquisire, esaminare e confrontare i titoli edilizi originari prima di contestare un abuso. È vero che l’ordine di demolizione è un atto vincolato, ma questo non significa che possa prescindere da una motivazione chiara, completa e documentata: occorre descrivere con precisione le opere, la loro consistenza e le ragioni della difformità, affinché il provvedimento sia solido e inattaccabile.

In questa prospettiva, le tolleranze costruttive introdotte dall’art. 34-bis del Testo Unico Edilizia assumono un ruolo centrale. Non sono un condono mascherato, ma una clausola di ragionevolezza che consente di distinguere tra vere violazioni e scostamenti minimi, spesso fisiologici in un cantiere. Prima di disporre una misura drastica come la demolizione, l’amministrazione ha quindi il dovere di verificare se l’opera rientri o meno nei limiti di legge.

Va poi ricordato che i grafici progettuali, da soli, non hanno valore dirimente: possono supportare l’istruttoria, ma solo se letti insieme agli atti testuali e ai titoli edilizi. Diversamente, il rischio è di costruire un’accusa su basi incerte, con conseguenze inevitabili in sede contenziosa.

In sostanza, il TAR ribadisce che l’ordine di demolizione è sì un atto vincolato, ma non per questo privo di regole e di metodo: senza istruttoria completa, senza motivazione puntuale e senza un serio vaglio delle tolleranze costruttive, la misura repressiva non può reggere al vaglio di legittimità.

La sentenza, in definitiva, conferma che le tolleranze costruttive non sono un dettaglio marginale ma un tassello essenziale per ricostruire lo stato legittimo degli immobili e dare certezza al sistema edilizio. Un principio che, se correttamente applicato, tutela il territorio, alleggerisce il contenzioso e rende più trasparente il lavoro dei professionisti e delle amministrazioni.

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