Impianti da fonti rinnovabili su aree comunali: repowering e vincoli patrimoniali
Il comma 467 interviene sul Testo Unico delle Fonti Energetiche Rinnovabili (d.lgs. 190/2024) disciplinando i regimi amministrativi applicabili agli interventi di repowering e potenziamento di impianti FER esistenti realizzati su aree demaniali comunali.
In particolare, si prevede che nei soli casi di repowering o potenziamento, l’intervento – pur se autorizzato – può essere realizzato esclusivamente a fronte dell’alienazione dell’area, fermo restando il riconoscimento al Comune dell’indennità di esproprio. Si tratta di una scelta che segna una discontinuità rispetto all’approccio seguito negli ultimi anni, basato sull’utilizzo di strumenti concessori o convenzionali che non incidevano sulla titolarità pubblica dei suoli.
Dal punto di vista di ANCI, la disposizione pone criticità evidenti. L’obbligo di alienazione comporta infatti la perdita definitiva del controllo pubblico dell’area, con effetti diretti sulla gestione del patrimonio, sulla pianificazione urbanistica e sulla possibilità di utilizzi futuri per finalità pubbliche. L’indennità di esproprio non sempre appare sufficiente a compensare tale perdita, soprattutto in contesti urbani o strategici.
La norma riduce inoltre la discrezionalità dell’ente locale, costringendolo a una scelta binaria: consentire l’intervento FER accettando la dismissione del bene, oppure rinunciare al repowering, anche se coerente con gli obiettivi di transizione energetica e con la pianificazione locale.
Sul piano operativo, il repowering non può più essere trattato come un semplice aggiornamento tecnologico, ma richiede un coordinamento stretto tra procedimento energetico, gestione patrimoniale e decisione politica, con inevitabili riflessi sui tempi e sulla complessità istruttoria.
Non a caso, l’Associazione ha già segnalato criticità rilevanti e ha chiesto un confronto istituzionale con Regioni e autonomie locali nell’ambito dell’iter del decreto correttivo. In attesa di eventuali aggiustamenti normativi, la disposizione impone ai Comuni una valutazione particolarmente prudente sotto il profilo patrimoniale e strategico.