Prezziari dei lavori pubblici: verso un sistema nazionale
Le disposizioni in materia di prezziari rappresentano uno degli snodi più rilevanti dell’intera legge di bilancio 2026 per il settore dei lavori pubblici.
Fulcro della riforma è l’istituzione di un prezzario nazionale dei lavori pubblici, da adottare entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere della Conferenza Unificata.
Il prezzario nazionale non sostituisce automaticamente quelli regionali o speciali, ma assume una funzione di supporto, coordinamento e benchmark, indicando:
- le principali voci di costo di prodotti, attrezzature e lavorazioni;
- le soglie di variazione dei prezzi ammissibili a livello territoriale;
- i criteri per motivare eventuali scostamenti dai valori di riferimento.
A regime, l’utilizzo di prezziari regionali con valori significativamente divergenti rispetto al prezzario nazionale dovrà essere adeguatamente motivato, introducendo un livello di responsabilizzazione tecnica maggiore nella fase di progettazione e validazione dei quadri economici.
Accanto al prezzario nazionale viene istituito presso il MIT un Osservatorio sperimentale per il monitoraggio dei prezzi delle opere pubbliche, con il compito di raccogliere e analizzare i dati relativi ai costi effettivi delle lavorazioni e alle dinamiche di mercato.
Sul piano operativo, la norma interviene anche sulla revisione dei prezzi nei contratti in essere, prevedendo che, per le lavorazioni eseguite dal 1° gennaio 2026 fino alla conclusione dei lavori, gli stati di avanzamento possano essere aggiornati applicando i prezziari regionali o speciali vigenti,anche in deroga alle clausole contrattuali originarie.
Il riconoscimento dei maggiori importi avviene in misura differenziata:
- 90% per i contratti con offerte presentate entro il 31 dicembre 2021;
- 80% per quelli con offerte presentate tra il 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2023.
Viene infine prorogato e integrato il regime emergenziale introdotto dal decreto-legge n. 50/2022 sul caro-materiali, estendendone l’applicazione fino all’adozione del prezzario nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2026.