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Appalti pubblici e contenziosi: come prevenirli con ADR e progettazione efficace

Il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023) valorizza strumenti alternativi di risoluzione delle controversie e digitalizzazione per ridurre il contenzioso negli appalti

di Pietro Grosso - 27/05/2025

Conclusioni e raccomandazioni operative

Il nuovo Codice dei contratti pubblici, introdotto con il D.Lgs. n. 36/2023, rappresenta una riforma di sistema che incide profondamente sul modo in cui le pubbliche amministrazioni programmano, affidano ed eseguono i contratti. Le direttrici fondamentali del Codice – semplificazione, digitalizzazione, fiducia, risultato e buona amministrazione – sono state declinate in una serie di istituti e strumenti operativi che impongono un aggiornamento profondo delle prassi organizzative e gestionali delle stazioni appaltanti.

In primo luogo, la centralità del principio del risultato (art. 1 del Codice) richiama tutti i soggetti coinvolti – funzionari, RUP, progettisti, direttori dei lavori, organi di controllo – a una responsabilità condivisa per il buon esito dell’intervento. Non si tratta più di limitarsi all’adempimento formale delle procedure, ma di perseguire effettivamente l’interesse pubblico, nel rispetto dei tempi, dei costi e della qualità dell’opera, del servizio o della fornitura.

Il rafforzamento della figura del Responsabile Unico del Progetto (RUP) – disciplinato dagli artt. 15 e 16 del Codice e dettagliato nell’Allegato I.2 – comporta un investimento in competenze trasversali e specialistiche. Il RUP non è solo garante della legittimità, ma anche promotore della buona riuscita del contratto, in coordinamento con gli altri attori. La selezione e la formazione dei RUP devono quindi essere curate con particolare attenzione, anche attraverso il supporto degli organismi di formazione accreditati e l’utilizzo delle piattaforme digitali certificate.

Altro aspetto rilevante riguarda la gestione dei contenziosi e delle criticità in fase esecutiva. Il Codice prevede un sistema articolato di strumenti alternativi di risoluzione delle controversie (ADR) – quali il Collegio Consultivo Tecnico (art. 215), l’accordo bonario (art. 211), la transazione (art. 212) e l’arbitrato (art. 213) – con l’obiettivo di risolvere tempestivamente le controversie, contenere i costi e tutelare l’equilibrio contrattuale. È fondamentale che le stazioni appaltanti attivino questi strumenti nei casi previsti, seguendo le modalità e le soglie stabilite dal Codice, anche con il supporto di tecnici e giuristi esperti.

La digitalizzazione dei contratti pubblici – come già evidenziato nel capitolo precedente – deve essere intesa non come una mera informatizzazione dei procedimenti, ma come un cambiamento strutturale e culturale. L’art. 19, in combinato disposto con l’Allegato I.2 e con l’intero impianto della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP), impone l’utilizzo integrato di strumenti digitali in tutte le fasi del ciclo di vita del contratto, con vantaggi in termini di trasparenza, controllo e semplificazione.

Infine, è opportuno ribadire l’importanza del coordinamento tra livelli istituzionali e tra i diversi attori della filiera contrattuale. Solo attraverso un’azione sinergica, orientata alla formazione continua, all’adozione di standard operativi condivisi e all’uso consapevole delle piattaforme digitali, sarà possibile realizzare gli obiettivi della riforma. In tal senso, si raccomanda:

  1. L’adozione di regolamenti interni coerenti con il nuovo Codice, aggiornati e armonizzati con i principi del D.Lgs. n. 36/2023.
  2. La formazione continua obbligatoria per tutto il personale coinvolto nei contratti pubblici, con focus su digitalizzazione, responsabilità, strumenti ADR e tecniche di project management.
  3. La nomina di referenti digitali per ogni procedura rilevante, che possano interfacciarsi con ANAC e con gli organismi di controllo.
  4. La tempestiva attivazione del Collegio Consultivo Tecnico nei casi previsti, specie per lavori complessi o superiori a 1 milione di euro, come previsto dall’art. 215.
  5. Il monitoraggio continuo del rispetto dei tempi contrattuali e delle soglie di anomalia, anche attraverso l’utilizzo del registro digitale delle riserve e degli strumenti di verifica della qualità dell’esecuzione.

L’attuazione efficace del Codice richiede quindi un approccio integrato, fondato su competenza, organizzazione e cultura del risultato. Solo così sarà possibile rendere la contrattualistica pubblica un motore di sviluppo, legalità e fiducia nei confronti delle istituzioni

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