Sanatoria strutturale 2025: nuove indicazioni dalla Regione Emilia Romagna

Una nuova delibera regionale fornisce indicazioni sulle modalità attuative per la regolarizzazione strutturale e aggiorna la modulistica unificata regionale in materia sismica (MUR) e gli importi del rimborso forfettario

di Gianluca Oreto - 11/12/2025

Regolarizzazione strutturale per la realizzazione di nuovi interventi

Il comma 3 dell’art. 17-quater introduce un principio semplice: quando, insieme alla sanatoria sismica, si presentano anche nuovi interventi strutturali, non si devono gestire pratiche separate, ma un’unica documentazione strutturale che comprenda sia le opere da sanare sia quelle da realizzare. La valutazione deve essere complessiva, perché la sicurezza dell’edificio dipende dagli effetti combinati delle opere esistenti e di quelle progettate.

Questo stesso principio vale anche quando, contestualmente al nuovo intervento edilizio, vengono dichiarate tolleranze costruttive: poiché l’art. 19-bis richiama espressamente l’art. 17-quater, anche le tolleranze devono essere considerate nella stessa analisi strutturale.

In pratica può verificarsi una situazione molto frequente: una sola pratica edilizia che include nuovi interventitolleranze costruttive e difformità strutturali da sanare. In questi casi la Regione richiede che il tecnico presenti un’unica pratica sismica, nella quale confluiscono:

  • la documentazione necessaria per la regolarizzazione strutturale (difformità e tolleranze),
  • la documentazione richiesta per i nuovi interventi,
  • un’analisi tecnica che valuti insieme gli effetti strutturali di tutte le opere, sia passate che future.

L’obiettivo è evitare valutazioni parziali, garantendo che la verifica sismica consideri il comportamento globale dell’edificio alla luce dell’insieme delle modifiche.

Operativamente, il professionista userà il modulo MUR R1 – Regolarizzazione strutturale, integrandolo con la modulistica MUR del nuovo intervento. La relazione dovrà spiegare in modo distinto cosa comportano le opere da regolarizzare e quelle di progetto, e poi fornire una valutazione cumulativa, che tenga conto degli effetti strutturali complessivi sull’edificio.

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