Sanatoria strutturale 2025: nuove indicazioni dalla Regione Emilia Romagna

Una nuova delibera regionale fornisce indicazioni sulle modalità attuative per la regolarizzazione strutturale e aggiorna la modulistica unificata regionale in materia sismica (MUR) e gli importi del rimborso forfettario

di Gianluca Oreto - 11/12/2025

Ulteriori ipotesi di regolarizzazione strutturale

La delibera dedica un ultimo passaggio alle ipotesi in cui la difformità edilizia non viene rimossa ma viene “sanata” ai soli fini urbanistici tramite il pagamento di una sanzione pecuniaria alternativa alla demolizione, ai sensi della L.R. 23/2004.

Si tratta dei casi in cui la legge regionale prevede che il versamento della sanzione produca, sul piano edilizio, gli stessi effetti di un titolo in sanatoria: l’intervento resta in essere ed è considerato regolare sotto il profilo urbanistico, pur essendo nato come abuso.

Proprio in queste situazioni, la Regione chiarisce che l’art. 17-quater continua a trovare piena applicazione: il mantenimento dell’opera non può prescindere dalla verifica della sua sicurezza strutturale. In pratica, quando si attiva una delle procedure che consentono di evitare la demolizione in cambio della sanzione, il percorso non si esaurisce con il solo pagamento: occorre comunque attivare la regolarizzazione strutturale, con il deposito del MUR R.1, la produzione della documentazione tecnica richiesta e, se necessario, l’esecuzione di interventi di adeguamento alle norme tecniche vigenti.

La delibera insiste su questo punto per evitare equivoci: la sanzione pecuniaria ha effetti solo “ai fini edilizi”, ma non sana automaticamente il profilo sismico. La sicurezza delle strutture resta un capitolo autonomo, che deve essere affrontato con gli strumenti propri della regolarizzazione strutturale, anche quando l’abuso edilizio è stato già definito sul piano amministrativo.

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